LA “FAMIGLIA”: UNA, NESSUNA, CENTOMILA

La famiglia italiana continua ad essere un punto di riferimento fermo e sicuro su cui si può sempre contare, ma negli ultimi 30 anni il concetto di “famiglia” si è trasformato significativamente ed è molto diverso rispetto al passato: tradizionale da un lato ma anche moderna e aperta dall’altro.

Convivenza, matrimonio, unione civile oggi rappresentano i tre schemi familiari più diffusi e a questi si aggiunge sempre più spesso la famiglia monogenitoriale.

Ormai sono all’ordine del giorno le famiglie allargate composte da due partners che hanno vissuto l’esperienza della fine di un precedente matrimonio, da cui sono stati generati figli che attualmente vivono con loro.

Io stessa, personalmente, a seguito del divorzio dei miei genitori sono cresciuta in una famiglia allargata, anche con fratelli e sorelle generati dal secondo matrimonio. Quand’ero piccola la mia situazione familiare rappresentava un’eccezione ma ora non è più così.

Nel nostro Paese sono 1 milione le coppie ricostruite in cui gli adulti convivono con i figli dei propri partner e questo è un fenomeno sociale che sta rivoluzionando i rapporti tra le generazioni.

È evidente che questo spaccato sociale ha una sua complessità e che questa complessità si traduce in effetti giuridici che hanno dei risvolti patrimoniali.

Facciamo qualche esempio pratico per capire bene cosa intendo per risvolti giuridici e patrimoniali:

Ammettiamo che una persona, legalmente separata ma non ancora divorziata, abbia un nuovo rapporto stabile e il desiderio di acquistare una nuova casa da cointestare con un nuovo partner.

Questa persona dovrebbe tener presente che il matrimonio, non ancora concluso con il vecchio coniuge, produce ancora dei diritti nei confronti di quest’ultimo e quindi diritti anche sulla casa che vorrebbe comprare per il suo nuovo nucleo familiare.

E se ci fossero dei figli dal precedente rapporto? Se ci fossero dei figli anche nel nuovo rapporto? E se ci fosse di mezzo anche un’impresa familiare che ne garantisce il benessere?

La situazione si complicherebbe di parecchio, vero?

Potrei farne mille, ma ho preferito l’esempio legato all’acquisto della casa proprio perché il patrimonio immobiliare è sempre stato storicamente rilevante al di là delle necessità familiari ha rappresentato per molto tempo anche uno strumento d’investimento della ricchezza.

Oggi come oggi l’investimento immobiliare, che nell’immaginario collettivo era percepito come sicuro per eccellenza e privo di rischio, presenta una serie di criticità:

  • La grossa perdita di valore negli ultimi 20 anni degli immobili a seguito della crisi del settore dove il mercato immobiliare ha subito una svalutazione, che nessun mercato azionario ha riportato, dalla quale non si è ripreso del tutto.
  • La difficoltà a liquidare un immobile in tempi brevi e ad un prezzo accettabile.
  • La pressione fiscale sugli stessi a cui i proprietari di uno o più immobili sono sottoposti.
  • In caso di successione, oltre agli attriti che si possono generare tra coeredi, si devono affrontare una serie di imposte che possono diventare particolarmente gravose.

Tutto quello che una famiglia si trova a dover affrontare nel settore immobiliare lo possiamo tranquillamente replicare in qualsiasi settore, basti pensare ad un’impresa familiare e la sua continuità dopo il fondatore o al passaggio generazionale.

Ci troviamo di fronte a tipologie di famiglie strutturalmente più complesse, che devono tener conto di molti più aspetti e rischi rispetto al passato, che sono più preoccupate per la propria sicurezza, per la sostenibilità economica futura e non sono preparate per affrontare tutto questo.

Con una certa accortezza tutte le implicazioni che possono derivare da queste nuove situazioni familiari possono essere tranquillamente pianificate e gestite in modo più consapevole e dove possibile andare anche a scegliere soluzioni che presuppongano anche un risparmio fiscale.

La soluzione è quella di effettuare un’attenta analisi patrimoniale basata sulle caratteristiche e gli obiettivi della famiglia con le relative responsabilità in modo tale da poter elaborare una strategia sul lungo termine che preveda anche la pianificazione del passaggio generazionale in ottica di protezione, affidandosi ad un professionista.

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